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Bounty Killer contro il governo: basta guerra alla musica dancehall

È un vero e proprio polverone quello che Lisa Hanna ha alzato in Giamaica con le sue dichiarazioni contro Vybz Kartel. Parole che non solo hanno scatenato la reazione dei fan di World Boss ma anche di numerosi esponenti della musica dancehall, uno su tutti Bounty Killer.

Il cantante giamaicano non ha perso occasione per dire la sua, chiedendo al governo di smettere di fare guerra alla musica dancehall: “I politici non stanno aiutando la scena ed usano la musica come capro espiatorio per la violenza che colpisce il paese. Basta combattere contro la dancehall” ha detto Rodney Basil Price, questo il suo vero nome.

Il pensiero di Bounty Killer si sofferma poi sul Reggae Month e sul divieto, in alcune aree della Giamaica, di suonare musica oltre determinati orari: “Che senso ha fare questa celebrazione della musica se poi bisogna censurare la musica stessa e non suonarla in strada come vorremmo? È come se in Brasile, dove hanno la tradizione del calcio, si vietasse di giocare a pallone per le vie delle città“. Un chiaro riferimento alla Noise Abatiment Act, la legge che, appunto, obbliga di spegnere la musica alla mezzanotte durante la settimana e alle due di notte durante il weekend.

Una soluzione Bounty Killer la suggerisce: “Il governo dovrebbe pensare di introdurre delle zone dove si possa suonare la musica senza alcun obbligo di orario“. Semplice, no?

 

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