“La mia musica è una missione”, Alborosie racconta Sound The System e il futuro del reggae

Con il suo nuovo album pronto per la distribuzione, Alborosie ha rilasciato un’intervista al Jamaica Gleaner in cui spiega che quello in uscita domani sarà un disco “rub-a-dub e roots-reggae”. Questo perché “Sound The System” ripercorre i suoi 20 anni di carriera, due decenni da appassionato di reggae e musicista che guarda anche al futuro di questa musica con perplessità, pur restando fiducioso.

Oltre a quelle con Nina Zilli e Kemar, il quarto lavoro di Pupa Albo contiene anche una collaborazione con gli Abyssinians e un’altra con Ky-Mani Marley: “Credo che gli Abyssinians siano uno dei migliori gruppi roots reggae, e Ky-Mani è uno dei miei migliori amici da molto tempo. Abbiamo lavorato insieme molte volte e la nostra combination ormai è un must”.

Nonostante abbia da tempo fondato la sua etichetta, la Shengen Entertainment, Alborosie ha deciso ancora una volta di affidarsi a un importante distributore, la Greenslaves. La storica etichetta britannica, pur mantenendo un certo grado di indipendenza, nel 2008 è stata acquistata dalla VP Records, la major del reggae.
“Io non mi interesso del mercato ma è il mercato che si interessa a me, perché la mia musica è ispirata dalla spiritualità. La mia musica è una missione, e posso dirvi che quando si firma con una major si hanno un sacco di limitazioni”, ha raccontato Pupa Albo, che poi aggiunge: “Il reggae è sempre stato lì, presente in tutto il mondo. Alcune persone in Giamaica dicono che gli stranieri stanno facendo quello che dovremmo fare noi (giamaicani – n.d.r.), non riesci a promuovere la tua musica e a farla arrivare a un livello superiore, così ti convinci di essere l’unico che continuerà a farla. Credo che il roots reggae appartenga ai rasta: così come i cristiani hanno il gospel, i rasta hanno creato il roots. Spero che i giovani non si buttino sul reggae solo perché dà loro da mangiare, ma perché vedono il bisogno di una spiritualità che è andata persa”.

Ma la stella del reggae è ottimista verso il futuro di questa musica, e non nasconde qualche preferenza: “Rispetto tutti gli artisti perché so cosa ci vuole per diventarlo e conosco il percorso che bisogna fare, e per questo ho fiducia in tutti loro. Però molti artisti giamaicani tendono a fare prima una canzone roots, poi una pop, poi una d’amore… così faccio confusione. Io preferisco lavorare con un artista che si dedica a un solo stile. Per questo mi piacciono Protoje, Chronixx, Jah9 e adoro Queen Ifrica“.

Il più grande sogno di Albo, però, è “vedere i rasta tornare alla cose importanti, integrità e giustizia. Parliamo di parità di diritti e uguaglianza, e in Giamaica abbiamo bisogno di un sacco di giustizia e di fare pulizia. Dico che “dobbiamo”, parlo di “noi”, perché è sono qui da tanto tempo e ho il mio buon passaporto giamaicano. L’augurio è che si torni a un certo livello di giustizia, poi la musica lo rifletterà automaticamente”.

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